
Ci sono regioni del Cile in cui il paesaggio cambia lentamente, altre in modo quasi improvviso. E poi c’è l’Araucanía.
Già percorrendo le sue strade, all’orizzonte iniziano ad apparire enormi montagne innevate. Solo che molte di quelle montagne sono in realtà vulcani: Villarrica, Llaima, Lonquimay, Sierra Nevada e molti altri sembrano accompagnare il viaggio, comparendo tra campi e boschi come gigantesche sentinelle della Cordigliera.
È quasi la porta d’ingresso a un altro Cile, quello dei boschi fittissimi e soprattutto delle araucarie, alberi antichissimi dalla forma inconfondibile che qui ricoprono interi versanti delle montagne.
Oggi l’Araucanía è una delle regioni più amate dai cileni per trascorrere l’estate, tra laghi, vulcani e parchi nazionali. E come li capisco!
Dove il paese inizia a farsi più verde
L’Araucanía è uno dei principali cuori storici e culturali del popolo Mapuche, il più numeroso tra i popoli originari del Cile. Per secoli i Mapuche opposero una fortissima resistenza prima agli Inca e poi agli spagnoli, riuscendo a mantenere gran parte del proprio territorio autonomo molto più a lungo rispetto ad altre popolazioni dell’America coloniale.
La loro storia è profondamente legata a questa regione e ancora oggi la presenza Mapuche si ritrova nei nomi dei luoghi, nelle tradizioni, nella gastronomia e nel rapporto con la terra. Nelle zone più vicine alla Cordigliera vivono storicamente anche le comunità Pehuenche, il cui nome è legato proprio al pehuén, l’araucaria.
Ed è forse impossibile capire davvero questa parte del Cile senza parlare proprio di loro: gli alberi di araucarie.
Abbiamo attraversato in macchina tutto il Parco Nazionale Conguillío, seguendo una strada che sembra cambiare paesaggio a ogni curva. Ricordo quasi trenta gradi, il sole pieno, e sopra i boschi enormi cime completamente innevate. Quel contrasto mi sembrava assurdo. Non erano semplici montagne, ma i vulcani che dominano questa parte dell’Araucanía, primo fra tutti il Llaima.
Conguillío è proprio questo, fuoco, acqua e foresta nello stesso paesaggio. Antiche colate di lava scura tagliano il verde, mentre lagune, fiumi e piccoli salti d’acqua compaiono tra gli alberi. Ci siamo fermati più volte lungo la strada semplicemente perché era impossibile non farlo: acqua di un azzurro quasi irreale, boschi fittissimi e cascate come Truful-Truful, che precipita tra pareti di roccia vulcanica. Nel giro di pochi chilometri si passa dalla neve sulle cime alla lava nera, dal verde intenso dei boschi al turchese dell’acqua.
Lasciandoci Conguillío alle spalle e spingendoci sempre più verso la Cordigliera, il viaggio è diventato completamente diverso. Chilometri di sterrato, pochissime macchine, nessun segnale telefonico e quella sensazione di stare andando verso un posto sempre più isolato.
È lì che il paesaggio ha iniziato a riempirsi di araucarias.
Prima poche, sparse sui versanti. Poi sempre di più, fino a ritrovarci circondati da intere montagne coperte da questi alberi millenari enormi, con tronchi altissimi e rami che sembrano aprirsi verso il cielo. Ragazzi, credo siano tra gli alberi più belli che abbia mai visto.
Per il popolo Mapuche è da sempre molto più di un albero, i suoi semi, i piñones, hanno rappresentato per generazioni una parte fondamentale dell’alimentazione e della cultura di queste comunità. Forse è anche questo che rende queste foreste così particolari, non sembrano semplicemente belle, sembrano antiche.
Il paesino di Icalma si trova praticamente incastrata nella Cordigliera, a pochi chilometri dal confine con l’Argentinaa. Il suo lago è circondato da montagne e araucarie che gli fanno da cornice, mentre il piccolo villaggio conserva ancora quell’aria di luogo rimasto un po’ fuori dal tempo.
Ci siamo fermati per comprare un alfajor e siamo rimasti quasi mezz’ora a parlare con la signora che vendeva i dolci. Nessuna attrazione famosa, nessuna tappa da spuntare da una lista. Solo una strada sterrata, un lago, qualche casa, araucarie gigantesche e tutta la natura intorno.
Ed è probabilmente questa l’immagine che più associo all’Araucanía, la sensazione di essere entrata lentamente in un paesaggio sempre più remoto, circondata da alberi che sembrano essere lì da sempre.


Capitán Pastene: un pezzo di Appennino modenese dall’altra parte del mondo
C’è un piccolo paese, in mezzo alle fitte foreste del sud del Cile, dove le radici italiane sono ancora incredibilmente vive.
Capitán Pastene nacque all’inizio del Novecento con l’arrivo di decine di famiglie italiane provenienti soprattutto dall’Emilia-Romagna e, in particolare, dall’Appennino modenese: Pavullo nel Frignano, Zocca, Guiglia e i paesi vicini. Partirono dall’Italia con la promessa di terre e di una nuova vita e arrivarono fino a questo angolo remoto dell’Araucanía, dove fondarono quella che inizialmente venne chiamata Nueva Italia.
Quando ci sono arrivata io, però, di tutta questa storia sapevo pochissimo.
Vivevo in Cile solamente da pochi mesi quando alcuni amici mi proposero di andare alla Sagra y Carretada, la festa che ogni anno ricorda l’arrivo dei primi coloni italiani. Ci siamo persino vestiti con gli abiti dell’epoca e, arrivando in paese, mi sono ritrovata davanti a qualcosa che non avrei mai immaginato di trovare dall’altra parte del mondo.
Le strade erano piene di bandiere italiane mescolate a quelle cilene, si cantavano canzoni italiane e ovunque comparivano cognomi che avrebbero potuto tranquillamente appartenere a qualcuno del mio paese. Ma la cosa che mi mandava davvero fuori di testa era un’altra: quelle non erano semplicemente tradizioni italiane. Erano le tradizioni delle mie montagne.
Quelle dell’Appennino modenese, di Pavullo nel Frignano, con cui sono cresciuta fin da bambina.
Qui si preparano ancora tortellini, lasagne, tagliatelle, prosciutto crudo e soprattutto le crescentine , quelle che fuori da Modena molti chiamano “tigelle” (eresia) e sentirle chiamare ancora Carsenta, come nel dialetto delle mie montagne, a migliaia di chilometri di distanza, mi sembrava completamente assurdo.
La gastronomia emiliana è ancora oggi uno degli elementi più riconoscibili dell’identità di Capitán Pastene.
Per un intero weekend ho avuto la sensazione di essere finita in una sagra dell’Appennino modenese, solo che ero in Sud America.
E forse è proprio questo che mi è rimasto più impresso di Capitán Pastene, vedere tradizioni con cui ero cresciuta sopravvivere dall’altra parte dell’oceano, trasformate dal tempo e mescolate con quelle cilene, ma ancora riconoscibili. Io avevo appena scelto il Cile come nuovo posto in cui vivere e, quasi per caso, proprio lì avevo ritrovato un piccolo pezzo del luogo da cui venivo.


Oltre le rotte classiche: Le tappe da non perdere
Pucón, Caburgua e il Vulcano Villarrica
Questa è la zona giusta se volete alternare montagna e giornate più rilassate. Intorno a Pucón trovate laghi e spiagge dove trascorrere l’estate, tra cui quelle del Lago Caburgua, oltre agli Ojos del Caburgua e numerose terme. Ma l’esperienza più particolare resta la salita al Vulcano Villarrica: quando condizioni e restrizioni lo consentono, si sale con guida e attrezzatura da montagna fino verso la cima del vulcano, camminando su neve e ghiaccio con una vista enorme sui laghi e sugli altri vulcani della regione.
Icalma e la Cordigliera delle Araucarie
Icalma è per chi vuole spingersi nell’Araucanía più isolata, quasi al confine con l’Argentina. La strada attraversa montagne e boschi dove le araucarie diventano sempre più numerose fino a circondare completamente il Lago Icalma. Qui non ci sono grandi attrazioni da spuntare da una lista: il bello è proprio guidare lentamente, fermarsi lungo il lago, camminare tra gli alberi e vedere uno dei paesaggi andini più caratteristici della regione.
Parco Nazionale Conguillío
Se cercate il paesaggio più spettacolare dell’Araucanía, probabilmente è qui. Il vulcano Llaima domina boschi di araucarie millenarie, lagune dai colori intensi e immense distese di lava nera lasciate dalle eruzioni. Potete attraversarlo in auto fermandovi nei diversi punti panoramici oppure dedicarvi ai sentieri, come quello verso Sierra Nevada, da cui il panorama sul lago Conguillío e sul vulcano è incredibile.
Vuoi aggiungere l’Araucanía al tuo viaggio?
Stai organizzando un itinerario in Cile e vorresti inserire qualche giorno in Araucanía? Scrivimi: posso aiutarti a scegliere le zone più adatte, capire quanti giorni dedicare alla regione e combinarla con le altre tappe del tuo viaggio.
FAQ – domande frequenti
- Dove si trova la Regione dell’Araucanía?
- Quanti giorni servono per visitare l’Araucanía?
- Qual è il periodo migliore per visitare l’Araucanía?
- Come arrivare in Araucanía da Santiago?
- È necessario avere un’auto per visitare la regione?
- Vale la pena visitare il Parco Nazionale Conguillío?
- Quanto è difficile salire sul Vulcano Villarrica?
- Cosa vedere in Araucanía oltre a Pucón e Villarrica?
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Racconti dalla Regione dell’Araucania
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